Intervista con Patrizia Debicke Van der Noot. Anche Il suo ultimo La gemma del cardinale è ambientato a Firenze, ma le vicende che vi sono narrate si svolgono qualche anno prima di quelle che costituivano invece la trama de L'oro dei Medici, e precisamente nel 1587. Ad accomunare i due romanzi, la figura del protagonista Giovanni De' Medici, che fu anche grandissimo architetto e ingegnere militare. Un lungo speciale dedicato a questa scrittrice, con letture degli incipit per immergersi nel clima della Firenze da lei raccontata.
La gemma del cardinale - come ci racconta l'autrice - non era uno zaffiro né un opale, ma una donna di cui il Tasso cantava la bellezza. Attorno alla famiglia dei Farnese e ai grandi potentati dell'epoca si dipana un intrigo sul quale è chiamato a far luce proprio Don Giovanni de' Medici. In quegli anni l'Italia è dominata dagli spagnoli e Firenze, come già altre volte nella sua storia, fa storia a sé. I Medici, granduchi di Firenze, non sono solamente ottimi governanti, ma anche e soprattutto grandi banchieri, e quindi esperti in quegli equilibrismi e giochi di potere che gli consentiranno di amministrare la signoria con un'autonomia del tutto peculiare in quegli anni. In un contesto storico segnato da opportunismi, intrighi, violenze, ma anche da slanci artistici potenti e caratteri straordinari, Patrizia Debicke Van der Noot ha costruito una saga (di cui questo è il secondo capitolo, anche se tecnicamente si tratta di un prequel) incentrata su di una figura storica che seppe rivendicare con orgoglio e talento un ruolo importante, che nella sua prima gioventù non fu invece per nulla scontato. Le vicende narrate nel precedente L'oro dei Medici ci hanno insegnato a conoscere Don Giovanni de' Medici, e le sue avventure - come ci anticipa la Debicke - continueranno in un prossimo terzo volume (sempre pubblicato da Corbaccio). In quest'intervista all'autrice, ripercorriamo anche alcune tappe della sua carriera letteraria, che è cominciata con una collaborazione importante con Lampi di stampa. Collaborazione editoriale (se ne trova ampia documentazione anche sul sito della scrittrice) che ne ha messo in luce le doti di narratrice capace di muoversi in un genere (quello del romanzo storico) con disinvoltura e competenza, e di costruire raffinati divertissements che hanno anche il pregio di evocare (ed insegnarci) climi, usanze e temi delle epoche raccontate.
Intervista di Matteo Baldi. Edizione Sergio Meloni e Massimo Villa per RadioAlt.
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