Il rischio di scrivere di Storia è quello di raccontare intrecci e personaggi
che potrebbero restare castelli di carte in bilico tra spazio e tempo,
anacronistici per la nostra era. Patrizia Debicke Van der Noot, invece, ci fare
respirare atmosfere che catturano i sensi in cui il dinamismo ed il
coinvolgimento, in una concezione moderna, sono l’anima del suo romanzo. Di
rientro da un suo viaggio, l’autrice accetta di raccontare a Mangialibri che
cosa fa delle sue opere un successo.
Sei appassionata di romanzi
storici e thriller, quali sono gli scrittori con i quali ti raffronti e quanto
il loro stile influenza le tue produzioni letterarie?
Se si deve
“sognare”, meglio farlo in grande e quindi: per i grandi romanzi storici
le vette di Tolstoi e di Sthendal e, con l’avventura a far da padrona, chi
meglio del magico Alexandre Dumas? Tra gli italiani poi mi piacerebbe
raggiungere l’impatto descrittivo e la grande capacita di raccontare di
Alessandro Manzoni, il coinvolgimento emotivo di Tomasi di Lampedusa e il rigore
e la grandissima prosa di Maria Bellonci, ma senza dimenticare Ippolito Nievo.
Per i thriller tento di instaurare il clima di suspence che tanto bene
hanno saputo regalarci John Grisham e Ken Follet in molti loro
libri.
I tuoi romanzi presentano sempre un buon equilibrio
tra veridicità storica e fantasia. Quali altri ingredienti sono necessari per
storie di costume di successo?
La veridicità storica rigorosa, deve
fare da cornice, cedendo sempre il passo al romanzo, alla trama. Il lettore
dovrebbe identificarsi con i protagonisti sognando, e vivendo le stesse
avventure. Poi ci vorrebbe la “polverina magica” per tenerlo incollato alle
pagine fino alla fine...
Una donna è il personaggio attorno
cui ruotano le vicende del romanzo La gemma del Cardinale. Ritieni che le figure
femminili possano cambiare il corso di eventi storici?
Sìììì!
Qualche esempio a caldo: nell’antichità Elena di Troia, Cleopatra, più di
recente Matilde da Canossa, Caterina Sforza, Isabella di Castiglia,
Caterina de Medici, Elisabetta d’Inghilterra, Caterina di Russia, Maria
Teresa d’Austria… e ai giorni nostri speriamo in Angela
Merkel!
In quali aspetti i personaggi del tuo romanzo
possono essere considerati moderni?
Perché mi danno modo per
mostrare e condannare cose che il nostro cosiddetto mondo moderno ci
presenta ogni giorno, sopraffazione di idee, violenza sulle donne. I
migliori tra loro, pur condizionati da usi, costumi e abitudini del loro tempo
tenteranno di mediare il cambiamento, che li proietti verso un mondo migliore,
più giusto forse, sicuramente diverso. Il XVI secolo fu un secolo di grandi
mutamenti permeato di illuminazioni ma anche fanatismi esasperati, guerre
epocali, lotte religiose, depressioni economiche, grandi carestie ma anche
grandi conquiste. La civiltà lascia il Mediterraneo per affrontare l’oceano,
l’ignoto, il futuro.
Ci dai una anticipazione del tuo
prossimo romanzo?
Con piacere. Lascerò per un po’ in riposo il
personaggio principale della Gemma del cardinale e del L’oro dei Medici: Don
Giovanni de Medici. Stavolta si parlerà di un grandissimo pittore di fama
mondiale Tiziano che farà un bellissimo ritratto a un giovane inglese dagli
occhi glauchi… Siamo nel 1546, il concilio di Trento. Un intrigo internazionale
che partendo dall’Inghilterra toccherà Venezia, Roma…


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