Patrizia Debicke Van der Noot
Francesca Morelli

Il rischio di scrivere di Storia è quello di raccontare intrecci e personaggi che potrebbero restare castelli di carte in bilico tra spazio e tempo, anacronistici per la nostra era. Patrizia Debicke Van der Noot, invece, ci fare respirare atmosfere che catturano i sensi in cui il dinamismo ed il coinvolgimento, in una concezione moderna, sono l’anima del suo romanzo. Di rientro da un suo viaggio, l’autrice accetta di raccontare a Mangialibri che cosa fa delle sue opere un successo.
Sei appassionata di romanzi storici e thriller, quali sono gli scrittori con i quali ti raffronti e quanto il loro stile influenza le tue produzioni letterarie?
Se si deve “sognare”, meglio farlo in grande e quindi: per i grandi romanzi storici  le vette di Tolstoi e di Sthendal e, con l’avventura a far da padrona, chi meglio del magico Alexandre Dumas? Tra gli italiani poi mi piacerebbe raggiungere l’impatto descrittivo e la grande capacita di raccontare di Alessandro Manzoni, il coinvolgimento emotivo di Tomasi di Lampedusa e il rigore e la grandissima prosa di Maria Bellonci, ma senza dimenticare Ippolito Nievo. Per i thriller tento di instaurare il clima di suspence che tanto bene hanno  saputo regalarci John Grisham e Ken Follet in molti loro libri.
 
I tuoi romanzi presentano sempre un buon equilibrio tra veridicità storica e fantasia. Quali altri ingredienti sono necessari per storie di costume di successo?
La veridicità storica rigorosa, deve fare da cornice, cedendo sempre il passo al romanzo, alla trama. Il lettore dovrebbe identificarsi con i protagonisti sognando, e vivendo le stesse avventure. Poi ci vorrebbe la “polverina magica” per tenerlo incollato alle pagine fino alla fine...
 
Una donna è il personaggio attorno cui ruotano le vicende del romanzo La gemma del Cardinale. Ritieni che le figure femminili possano cambiare il corso di eventi storici?
Sìììì! Qualche esempio a caldo: nell’antichità Elena di Troia, Cleopatra,  più di recente Matilde da Canossa, Caterina  Sforza, Isabella di Castiglia, Caterina de Medici,  Elisabetta d’Inghilterra, Caterina di Russia, Maria Teresa d’Austria… e ai giorni nostri speriamo in Angela Merkel!
 
In quali aspetti i personaggi del tuo romanzo possono essere considerati moderni?
Perché mi danno modo per mostrare e condannare cose che il nostro cosiddetto mondo moderno ci presenta  ogni giorno, sopraffazione di idee, violenza sulle donne.  I migliori tra loro, pur condizionati da usi, costumi e abitudini del loro tempo tenteranno di mediare il cambiamento, che li proietti verso un mondo migliore, più giusto forse, sicuramente diverso. Il XVI secolo fu un secolo di grandi mutamenti permeato di illuminazioni ma anche fanatismi esasperati, guerre epocali, lotte religiose, depressioni economiche, grandi carestie ma anche grandi conquiste. La civiltà lascia il Mediterraneo per affrontare l’oceano, l’ignoto, il futuro.
 
Ci dai una anticipazione del tuo prossimo romanzo?
Con piacere.  Lascerò per un po’ in riposo il personaggio principale della Gemma del cardinale e del L’oro dei Medici: Don Giovanni de Medici. Stavolta si parlerà di un grandissimo pittore di fama mondiale Tiziano che farà un bellissimo ritratto a un giovane inglese dagli occhi glauchi… Siamo nel 1546, il concilio di Trento. Un intrigo internazionale che partendo dall’Inghilterra toccherà Venezia, Roma…


I libri di Patrizia Debicke Van der Noot

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